Novità e curiosità

Le ultime novità in ambito legale in Italia


Lo Studio Olivetti Carrera & Zambello propone in questa pagina approfondimenti, news e comunicati nell'ambito legale.

DIVORZIO BREVE: COME CAMBIANO I TEMPI? 

Con la legge n. 55/2015, detta anche legge sul divorzio breve, non è più necessario attendere tre anni dopo la separazione ma si può divorziare dopo soli 6 mesi, se la separazione è stata consensuale (o convertita in consensuale all’udienza presidenziale) o dopo 12 mesi se la separazione è stata giudiziale. 

Si ricorda che i 6 mesi e i 12 mesi decorrono dal giorno in cui i coniugi sono comparsi davanti al Presidente del Tribunale.

Il diritto di accedere al divorzio è potestativo, cioè non necessita del consenso di entrambi i coniugi: se uno dei due coniugi è contrario, oppure non collabora (cioè non intende firmare) o addirittura è irreperibile, la parte interessata può rivolgersi al Tribunale, che si limiterà a verificare che sia decorso il termine di legge dalla separazione e che i coniugi non si siano nel frattempo riconciliati.   

SEPARAZIONE E DIVORZIO LAMPO CON LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA

Da oggi è possibile separarsi e divorziare in poche settimane: merito del decreto legge 12 settembre 2014, n. 132, che ha previsto la possibilità di concludere l’accordo di separazione o divorzio avvalendosi della procedura di negoziazione assistita da Avvocati, anziché ricorrere alla procedura tradizionale davanti al Tribunale.

E’ obbligatorio che ciascun coniuge sia assistito da un proprio Avvocato.

L’accordo di separazione o divorzio concluso nella stanza degli Avvocati verrà depositato, nei 10 giorni successivi dalla firma, presso la Procura competente per territorio: la Procura concede il nulla osta o l’autorizzazione (in caso di figli minori o maggiorenni non economicamente autonomi) in pochissimi giorni, verificando che l’accordo sia rispettoso e conforme all’interesse dei minori e che non violi diritti indisponibili.  

L’Avvocato dovrà poi, nei 10 successivi giorni dalla comunicazione del placet della Procura, ritirato l’atto e richiedere la annotazione a margine dell’atto di matrimonio nel Comune dove il matrimonio è stato iscritto o trascritto.

L’Accordo di separazione e divorzio concluso con la negoziazione assistita costituisce titolo esecutivo, al pari di una sentenza. 

COMUNIONE DEI BENI: QUANDO VIENE SCIOLTA?

Rispetto al passato, in cui la comunione dei beni sopravviveva finchè non fosse passata in giudicato la sentenza che pronunciava la separazione o il decreto che omologava la separazione consensuale, la legge sul divorzio breve ha anticipato i tempi, decretando la fine del regime di comunione legale nel momento stesso in cui il Presidente autorizza i coniugi a vivere separati (in caso di giudiziale) e dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione davanti al Presidente (in caso di consensuale).

Vale a dire che, mentre in precedenza la comunione dei beni sopravvivenza ancora per molto tempo dopo la crisi della famiglia, la legge n. 55/2015 assicura il diritto di definire fin da subito i rapporti patrimoniali tra coniugi in regime di comunione legale. 

Per rendere opponibile ai terzi l’effetto di scioglimento della comunione dei beni, l’ordinanza del Presidente che autorizza i coniugi a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione sull’atto di matrimonio.     

AFFIDO CONDIVISO

La legge n. 54/2006 ha posto come regola quella per cui i figli minori, nati nel matrimonio o da famiglia di fatto, dopo la separazione dei genitori restano affidati ad entrambi, eliminando le disparità del passato fra madre e padre. 

A tale regola il Giudice può contravvenire solo quando ritenga, con provvedimento motivato, che l’affidamento all’altro genitore sia contrario all’interesse del minore (ex: in caso di genitore tossicodipendente o alcolista, maltrattante, affetto da malattia psichiatrica che interferisca sulla capacità genitoriale, genitore affettivamente assente o trascurante i doveri genitoriali).

DECISIONI DI MAGGIOR IMPORTANZA PER I FIGLI: QUALI SONO?

La responsabilità genitoriale, anche dopo la separazione, deve essere esercitata da entrambi i genitori, che hanno l’obbligo di condividere tutte le decisioni di maggior importanza per i figli.

Mentre è possibile che i genitori, anche in caso di affidamento condiviso dei figli minori, si riconoscano la facoltà di assumere separatamente le decisioni del quotidiano e quelle di ordinaria amministrazione, le decisioni di maggior importanza devono sempre essere prese in accordo e, quando manca l’accordo, sarà il Giudice a decidere.

L’art. 337 ter cc, ci aiuta a capire quali sono queste decisioni, esplicitandone alcune, in un elenco che non è tassativo ma solo esemplificativo: sono decisioni di maggior interesse per i figli quelle relative all’istruzione (ad ex: scelta della scuola, del modulo scolastico etc), all’educazione (ad ex: le scelte di indirizzo religioso, la somministrazione dei sacramenti), alla salute (ad ex: la scelta dei trattamenti medici, del professionista cui affidare la cura del bambino, delle vaccinazioni, delle eventuali terapie alternative alla medicina tradizionale, la presa in carico psicologica, le scelte alimentari, etc) e la scelta della residenza abituale del minore. 

Le decisioni dei genitori debbono tenere conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. 

Per maggiori informazioni sulla consulenza civile chiamate lo 011 9208444

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